Raw Water

Rome, 2013                                                                                           ITA || ENG

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Stampe su carta politenata ai sali d’argento di varie dimensioni.

Il progetto nasce da una riflessione sul rapporto che lega il reale e la fotografia, da una ricerca/necessità di scriverlo con la luce in diversi modi, e dalla possibilità di impressionare direttamente sulla carta in camera oscura senza l’utilizzo di macchina fotografica e pellicola.

Raw Water è un gioco che vede corpi, di diversa natura e composizione, entrare nel fascio di luce dell’ingranditore e lasciare un’impronta diretta di sè sulla carta.

Il risultato del contatto al primo impatto non è assimilabile alla fotografia cosi come la intendiamo, nella mia ricerca diventa qualcosa di molto più vicino al segno grafico, un’altro aspetto visivo che la luce può restituire scrivendo le forme in prima persona.

In questa prima fase ho lavorato soprattutto sulla materia degli oggetti, partendo da quelli presenti dentro e fuori l’ambiente che ospita la camera oscura, e ho voluto farne un ritratto. Una griglia (ferro), un’ampolla (vetro), un lucchetto, i trifogli delterrazzo, un diamantino in plastica, dei dadi, una lampadina, ..

L’allestimento vuole portare il visitatore nella meraviglia di una piccola parte del processo di sviluppo della fotografia in camera oscura, dove insieme alla luce e alla carta convive anche una dimensione acquatica, che è propria del risciaquo, del riposo della foto nella fase finale. Le foto potranno essere fruite entrando in contatto fisico prendendole con mano.

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Silver salt on coated paper prints. Various sizes.

The project stems from a reflection on the relationship between “the real” and photography: how can we write down such a relationship in multiple ways? How can we impress “the real” directly onto the paper in the darkroom with no camera nor film?

Raw Water plays with bodies of different nature and composition: they enter the beam of light magnifier and leave a direct impression onto the paper. What emerges at first cannot be compared to photography as well as we understand it: in my research, the image becomes something much closer to the graphic mark, it turns into another visual appearance returned by the light that writes shapes itself.

In this first step I mostly worked on objects matter: I wanted to portray the objects from the inside and the outside of the darkroom. A grid (iron), an ampoule
(glass), a padlock, the clovers on the terrace, a small plastic diamond, a pair of dice, a light bulb, …
Through the exhibition you can taste the wonder of a small part of photography development process in the darkroom: there, the aquatic dimension lives together with the light and the paper. The acquatic belongs to the rinse, the rest of the picture in the final stage. Photos can be viewed taking them and coming in physical contact with one’s hand.

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